Giro dolce del Canavese
25 ottobre 2009,
Cioccolata
Secondo quanto recita il vocabolario della lingua italiana, il cioccolato è un alimento derivato dai semi della pianta del cacao diffuso e ampiamente consumato nel mondo intero. È un preparato a base di burro di cacao, la parte grassa dei semi di cacao con aggiunta di polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, quali il latte, le mandorle, le nocciole o altri aromi.
Il cioccolato viene prodotto nelle forme più svariate , la più comune è la tavoletta, ma, sia industrialmente che artigianalmente, il cioccolato viene modellato in forme diverse, specie in occasione di ricorrenze o festività , come ad esempio le uova di Pasqua. Oltre a ciò, il cioccolato è anche un ingrediente di svariati dolciumi, tra cui gelati, torte, biscotti e budini.
Alcuni studi sembrano confermare che il consumo frequente di cioccolato possa condurre ad un particolare forma di dipendenza detta, per analogia con l’alcolismo, cioccolismo, mentre altri studi dimostrano come l’assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, in grado di aumentare il buon umore. Questo goloso alimento trae la sua storia più di 6000 anni fa nell’Orinoco. I primi agricoltori che iniziarono la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya solo intorno al 1000 a.C. Le terre che si estendono fra la penisola dello Yucatà n, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala furono quindi le prime a vedere l’inizio della storia del cacao, e insieme ad esso del cioccolato. La leggenda dice che la coltura del cacao fu sviluppata dal terzo re Maya: Hunahpu. Un’altra leggenda, questa volta azteca, dice che in tempi remoti una principessa fu lasciata, dal suo sposo partito in guerra, a guardia di un immenso tesoro; quando arrivarono i nemici la principessa si rifiutò di rivelare il nascondiglio di tale tesoro e fu per questo uccisa; dal suo sangue nacque la pianta del cacao, i cui semi sono così amari come la sofferenza, ma allo stesso tempo forti ed eccitanti come le virtù di quella.
Canavese
Il Canavese invece è un’area geografica del Piemonte estesa tra la Serra di Ivrea, il Po, la Stura di Lanzo e le Alpi Graie, ossia il territorio compreso tra Torino e la Valle d’Aosta.
Il territorio, solcato dai fiumi Dora Baltea, Chiusella, Soana, Malone e Orco, è dominato da colline moreniche, le Serre di Ivrea, i Colli d’Erbaluce di Caluso e dal massiccio del Gran Paradiso, che contornano la vasta area pianeggiante intorno a Chivasso. Numerosi i laghi glaciali, tra cui spiccano quello di Candia Canavese e quello di Viverone al confine orientale con il biellese. La capitale storica del Canavese è Ivrea, città di origine celtica poi sede di una colonia romana, Eporedia, da cui traggono il nome i suoi abitanti detti, appunto, eporediesi. Il nome di questa regione deriva dal toponimo dell’antico abitato di Cuorgnè, Canava, posto sulle rive dell’torrente Orco o, probabilmente, secondo teorie accreditate, da un’antica coltivazione in zona della canapa. Il Canavese come attestano i numerosi reperti rinvenuti a partire dagli anni Novanta, fu abitato fin dal V secolo a.C., quando una tribù celtica, proveniente dalla Gallia, i Salassi, si stanziò nella regione. In seguito fu oggetto di dominazione romana per oltre cinque secoli. Dopo la caduta dell’Impero Romano, il Canavese fu capitale di un ducato longobardo e di una contea franca (verso la fine del VIII secolo d.C.) e acquisì notevole importanza sotto Arduino, re d’Italia tra l’anno 1000 e il 1015, che fu il primo a dare un’idea di unità . Nel Basso Medioevo il territorio passò dapprima alla dominazione ecclesiastica, poi al Monferrato e, a partire dal XV secolo ai Savoia. Verso la fine del Settecento i francesi invasero il Canavese e vi imposero le nuove leggi e di costumi giacobini della rivoluzione provocando la rivolta della popolazione già lacerata dai numerosi e interminabili conflitti. Nei primi dell’Ottocento la situazione si fece particolarmente difficile poiché Napoleone dopo la vittoria di Marengo penetrò a Torino provocando l’insurrezione dei paesi del Canavese che, tuttavia, restarono sotto il suo dominio fino al 16 aprile 1814, quando subentrarono i Savoia. Nel XIX secolo si svilupparono nuove industrie e rifiorirono l’artigianato e l’agricoltura lasciando tracce indelebili nel paesaggio della regione.
L’evento
Che cosa lega dunque tra loro questi termini, che apparentemente non hanno nulla a che spartire? La spiegazione è semplice, la passione di un gruppo di persone che condividono tra loro la passione per le auto d’epoca oltre che per la loro terra, e l’ultimo motivo di incontro è stato un giro per i borghi del Canavese, con un occhio di riguardo alle pasticcerie.
Partenza da Ivrea dove nel caratteristico scenario di piazza Ottenetti il personale della “Torinese†nota azienda dolciaria specializzata nella produzione di panettoni oltre che di dolci , ha allestito un banchetto per la prima colazione. La carovana composta da una cinquantina di veicoli si è snodata per la strade della zona fino a Strambino dove il personale della Pasticceria Rosa Antica ha offerto uno spuntino, quindi il corteo ha ripreso la marcia verso Rivarolo per una visita al Castello già dimora di Re Arduino.
Una giornata trascorsa all’insegna dei dolci tipici della zona e dei motori, in assoluta armonia, cercando di non esagerare con l’acceleratore e con gli zuccheri!!!
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